LABORATORIO SORDITÀ | GIUGNO 2018

Il laboratorio sulla sordità intende fornire ai partecipanti alcune competenze e conoscenze di base per accedere ad una nuova dimensione comunicativa – che utilizzi il canale visivo-gestuale anziché quello acustico-vocale – e alla sordità. In Italia, come in altri paesi, le persone sorde, anche se educate al linguaggio parlato, comunicano tra loro tramite una forma di comunicazione visivo-gestuale diversa da quella acustico-verbale degli udenti. Questa forma di comunicazione non è una mimica o una pantomima ma una vera e propria lingua, con caratteristiche molto complesse: la Lingua dei Segni.


Nel corso del laboratorio sono state analizzate situazioni concrete dell’interazione degli operatori con i visitatori (sordi e non). Agli operatori è stata offerta una panoramica su che cosa è la sordità, quali sono le sue cause e le tipologie. Sono state analizzate alcune barriere comunicative che impediscono lo scambio di conoscenze e informazioni. Sono state approfondite alcune strategie da mettere in atto per garantire anche alle persone sorde di visitare e fruire di un museo o di uno spazio d’arte: spesso piccoli accorgimenti in grado di rendere la visita un’esperienza completa.

Il laboratorio ha permesso agli operatori di conoscere il mondo della sordità, e iniziare ad immergersi nella comunicazione con le persone sorde per favorire l’accessibilità degli spazi del centro e la fruizione delle mostre temporanee dello spazio espositivo.


È stata un’esperienza bellissima! Ho sempre avuto la curiosità di capire almeno la struttura di questa lingua... Ora ho il desiderio di imparare cose nuove per metterle in pratica qui al centro EXMA, e non solo. 

Alessandra Spissu
Consorzio Camù

Il fatto è che mi sono resa conto che la LIS è una lingua difficile, difficilissima! È una cosa sulla quale non mi ero mai soffermata a pensare, ma principalmente perché non la conoscevo...

Enrica Spissu
Consorzio Camù

Ogni lingua ti offre un’opportunità in più rispetto a quella che tu usi comunemente e la LIS ti mette davvero in gioco: il corpo, l’espressione! Mi è piaciuto molto perché ho intuito, sperimentandola, un’apertura: non l’ho percepita come una lingua chiusa, ma veramente espressiva!

Silvia Murruzzu
Consorzio Camù


Ringrazio Alessandra per aver avuto il nome segno, è qualcosa che ti fa sentire parte di una comunità!

Marco Cabitza
Servizi didattici

Da operatrice didattica dell'EXMA mi piacerebbe ideassimo insieme dei laboratori per bambini udenti e sordi, per insegnargli a rapportarsi tra loro, anche con la LIS! 

Alessandra Spissu
Servizi didattici

Aggiungo che è stato bellissimo sentire parlare Alessandra, rende tutto meno ostico! Se lei, nonostante le difficoltà, riesce a fare questo sforzo per noi, vuol dire che anche noi con un po’ di impegno riusciremo a far nostro quanto imparato, trasmetterlo alle persone sorde e comunicare meglio.

Francesco Pruneddu
Consorzio Camù

LABORATORIO DISABILITÀ VISIVE | LUGLIO 2018

Il laboratorio sulle disabilità visive intende fornire ai partecipanti una panoramica sulle tipologie di disabilità visive, ponendo l’accento sulla molteplicità. Nell’immaginario comune la persona cieca è quella con il bastone bianco e qualche volta con il cane guida. E l’ipovedente? Una parola molto spesso sconosciuta, entrata nel vocabolario italiano relativamente da poco.  La legge 138/2001 ci permette di classificare l’ipovisione come grave, medio grave e lieve e la cecità come totale e parziale: non esiste infatti una sola disabilità visiva.


Nel corso del laboratorio sulle disabilità visive sono state analizzate situazioni concrete dell’interazione degli operatori con i visitatori ciechi e ipovedenti. Agli operatori è stata offerta una panoramica sulle tipologie di disabilità visive per offrire loro un vocabolario comune sul tema: non solo la persona cieca ma anche il mondo dell’ipovisione, che comprende una serie di compromissioni della vista differenti che mettono in condizione l’operatore di far fronte a difficoltà variegate. 

Gli operatori hanno potuto colmare le loro curiosità sulla percezione che le persone cieche e ipovedenti hanno delle strutture museali, dell’arte e più in generale della cultura: conoscere la realtà delle persone con disabilità visive ha permesso loro di relazionarsi alla disabilità con meno timore, superando i luoghi comuni e le resistenze che spesso si hanno verso ciò che non si conosce.


Esplorando la mostra bendata non riuscivo più a percepire lo spazio, eppure è un luogo che conosco bene: mi sembrava immenso!

Benedetta Bianchi
Consorzio Camù

Durante una visita guidata il supporto vocale è importante, ma se un cieco o un ipovedente possono toccare le opere riescono a comprendere molto meglio ciò che non stanno vedendo e la loro esperienza di visita sarà più completa.

Ester Deplano
Integrattivando APS


Noi siamo già un pubblico sensibile, lavoriamo in un centro d’arte, una struttura ampia, accogliente! Ma diamo anche noi per scontate molte cose, io ne davo per scontate tante. Quando si parla di accessibilità di contenuti museali – in questo caso - questo ci insegna che ogni giorno abbiamo qualcosa da imparare, non solo per i sordi, ciechi e ipovedenti, ma per tutti i pubblici dell’arte e della cultura.

Giancarlo Zedda
Consorzio Camù

I dettagli, a seconda delle domande che mi vengono fatte, mi permettono di offrire un tipo di visita o un altro. Come tutti, anche le persone cieche e ipovedenti sono tutte diverse: c’è chi preferisce il dettaglio e chi non vuole essere guidato.

Ester Deplano
Integrattivando APS